Ecco finalmente il mio primo post.. Alcuni di voi mi avranno sicuramente già letto, ma ho cambiato identità per vari motivi... Il primo post di solito è di presentazione del blog ecc ecc, ma io voglio strafare e regalarvi un mio breve racconto, l'ultimo che ho scritto.. spero vi piaccia. Alla prossima.
Isaac era un
artista dell’anima, o meglio, come lo chiamavano più spesso, un
vagabondo.
Disoccupato convinto passava la sua vita girando per il mondo, con il suo zaino di fiducia, i suoi colori, la sua macchina fotografica e le sue
speranze.
Si spostava di città in città, in treno, giorno dopo giorno… poi si fermava.. viveva.. e tornava in viaggio.
Isaac era un ragazzo strano.
La sua giornata ideale era:
- svegliarsi all’
alba, per poter fotografare le sfumature più belle del cielo;
- passeggiare tra le vie disperse della città, o lasciare le sue impronte sulla
spiaggia, lottando contro le
onde;
- trovarsi un angolino libero in una piazza per mostrare la sua
arte;
- conoscere persone interessanti;
- tornare a viaggiare in treno.
Era una vita frenetica la sua, senza un minuto di pace.
Ma a lui piaceva così…
Quello era il vivere, diceva sempre…
In alcuni giorni riusciva a raccogliere parecchia gente attorno a lui, incuriosita da questo strano personaggio e dalle sue opere, che sì, erano davvero belle…
E così, inginocchiato per terra, con i suoi
colori in mano, si godeva quei momenti, ascoltando segretamente i commenti della gente, e ridacchiando per quei tanti sospiri che sentiva attorno a lui… era orgoglioso di quello che faceva.. sapeva di valere… sapeva di fare la differenza…
Ma tutto ciò non sempre gli bastava…
Come tutti aveva dei sogni nel cassetto…
Un libro… una mostra… una galleria d’arte…
Prima o poi forse sarebbe riuscito a realizzarne qualcuno..
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Le ore in treno per Isaac erano le più belle.
A lui piaceva viaggiare.. piaceva vedere scorrere quei bellissimi paesaggi, che sfuggivano veloci agli occhi di tutti…
Era buffo vederlo sorridere nell’osservare le goccioline di pioggia, che sui vetri del treno facevano a gare per arrivare prime.. centinaia di gocce si spostavano da un lato all’altro del vetro, spinte dalla velocità del treno. Isaac si divertiva a guardarle… ad osservare le scie d’acqua che creavano e che poi scomparivano non lasciando alcuna traccia.
Ad Isaac poi piaceva osservare gli
sguardi di chi viaggiava con lui.. aveva incontrato tante persone nella sua vita.. alcune buffe, altre davvero interessanti, altre insopportabili..
Lui di certo non passava inosservato, con il suo fare un po’
“tra le nuvole”, e troppo spesso si sentiva gli occhi di tutti addosso.. ma ormai si era abituato.. infondo aveva voluto lui tutto questo…
Aveva lottato un’intera vita cercando di diffondere agli altri le sue passioni.. aveva dipinto, aveva scritto, aveva fotografato, e aveva raccolto tutto in un
libro… gli ultimi soldi che gli erano rimasti li aveva spesi per portare a termine almeno uno dei suoi desideri.. un libro.. un libro che parlava della sua vita, dei suoi amori, dei suoi sogni e delle sue ambizioni, del suo viaggiare, della sua libertà e delle sue emozioni…
Lo aveva intitolato “
Binary man”, perché forse era davvero quello il titolo che meglio lo rappresentava…
Nei suoi ultimi giorni aveva deciso di voler condividere con tutti un’ultima cosa… e così, una sera, si mise a lavorare al suo
ultimo quadro.
Aveva fatto le cose in grande… aveva preso un enorme cartellone su cui dipingere… e ci passò sopra tutta la notte, cercando di darsi completamente, di dare tutto quello che aveva dentro e imprimerlo nel suo quadro….
Finito il quadro, lasciò di fianco il suo libro, la sua unica copia, e se andò…
La mattina seguente la gente che passava di lì, rimaneva a bocca aperta, colpita dalla
bellezza e dall’
intensità di quel piccolo capolavoro…
Sono passati dieci anni dalla morte di Isaac, e la sua mostra è una delle più frequentate al mondo…
“Isaac: l’artista dell’anima”
Aveva creato un nuovo mondo… una nuova realtà… migliaia di altri
vagabondi si riunivano ogni anno per ricordare il loro “maestro”… la vita dell’artista non è affatto semplice, ma ti dà soddisfazioni che nessun’altra cosa può darti.
All’entrata era custodito il suo libro,
Binary Man, che negli anni era diventato una vera e propria guida per tutti quelli che vivono di emozioni…
Per tutti quelli che si sono sentiti chiamare vagabondi, ma che in realtà sono artisti…
Artisti dell’anima.